Sovrappeso ed obesità partono dal cervello
Giugno 25, 2007
La fame nasce dalla mente.
L’eccesso di fame, la fame nervosa, il desiderio di cibo sono uno stato mentale.
Il cervello è una centralina di piacere ed ha bisogno di produrre ormoni andrenalinici che ci danno soddisfazione, e quando non li trova in un settore dell’esistenza li ricerca in un altro settore.
Come compensazione, bisogno e nutrimento.
Il cervello è una centralina di ricerca di piacere e di soddisfazioni e l’attività dello stesso è la ricerca della dopamina circolante, cioè di quell’ormone mediatore che apporta gioia, piacere e benessere.
I canali più appropptiati che apportano piacere e soddisfazione alla nostra esistenza quindi creano le situazione adatte ad produrre l’ormone della dopamina sono: l’amore, l’amicizia, il cibo, le vacanze, il sesso, gli hobby, l’attività lavorativa se appagante.
Quando nella propria esistenza un giusto grado di soddisfazione è scarso e l’esistenza viene ritenuta frustrante almeno in alcuni di questi “settori” della vita o addirittura mancante, il ricorso più semplice è la ricerca di soddisfazione attraverso il cibo.
Da qui l’insorgere della fame compulsava come soddisfazione e consolazione.
Quando non si trova sufficiente soddisfazione attraverso i canali appropriati si abusa dell’eccesso di cibo per trarne appagamento la logica conseguenza è l’eccesso di peso corporeo e la ulteriore graduale dilatazione dello stomaco.
Al contrario quando si è felici, appagati, eccitati la richiesta di cibo diminuisce fermandosi al nutrimento necessario per sopravvivere.
Quindi una vita senza passioni porta al consumo eccessivo di cibo, ed ovviamente la scelta cade su cibi appetitosi, grassi e saporiti per trarne maggiore piacere quindi più calorici.
Eros e cibo sono i due stimoli che agiscono maggiormente sulla centralina nervosa del piacere del nostro cervello e sulla produzione della dopamina, quindi spesso quando lo stimolo non si realizza attraverso la via sessuale, scatta un meccanismo compensatorio e fra questi la fame eccessiva è la compensazione maggiormente diffusa nella nostra epoca moderna.
Quindi se il livello di gratificazione è basso o assente, il cervello attraverso la fame scarica sul cibo specie calorico tutta la responsabilità della ricerca di piacere ed appagamento.
Il soprappeso rischia di trasformarsi ulteriormente in obesità se non si ricorre ai ripari.
Spesso si ricorre quindi alla dieta, quindi ci si sente frustrati e nervosi, si perdono chili ma nel lasso di tempo dal dopo dieta in poi piano piano tutto torna come prima e continua il suo processo aggravandosi ulteriormente.
Dunque qual è la soluzione per non cadere nella trappola del cibo come appagamento sia morale che fisiologico?
Come sempre innanzitutto è indispensabile amare se stessi ed elevare la propria autostima.
Soprattutto trovare situazioni di “reale” appagamento per la nostra esistenza, amicizie, vita sociale, attività ludiche che ci possono interessare realmente, letture di nostro interesse, hobby che ci diano gioia ed appagamento che portano benessere alla nostra esistenza.
Trascorrere più tempo nel fare qualcosa che ci piace, in interessi nuovi, stimolanti, ludici e creativi.
Un’ondata di gioia, creatività, interessi ed ottimismo non può che agevolare la nostra esistenza e creare opportunità in ogni settore dell’esistenza, facendo dimenticare il frigorifero e i cibi spazzatura, in modo naturale e non repressivo.
Se la nostra esistenza è gioiosa ed appagata, se abbiamo una buona dose di autostima, non si sente la necessità fisiologica di alimentarsi in modo eccessivo.
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