Le doti della riuscita personale
Luglio 15, 2007
(Cosa ci serve per riuscire nella vita)
La maggior parte delle persone non è contenta della propria vita ed il motivo è sempre lo stesso: non sono riuscite a realizzare le cose che desiderano di più. Soltanto pochi individui riescono a realizzare i propri desideri e sono quelli che possiedono le doti della riuscita personale.
Domandiamoci allora quali sono gli elementi della riuscita. E diciamo subito che puoi essere colto e intelligente quanto vuoi, ma se non hai le doti della riuscita personale, la cultura e l’intelligenza non ti servono a niente!
Qual è allora la caratteristica che differenzia le persone che riescono nella vita da quelle che non riescono, a prescindere dalla loro intelligenza e dal loro livello di conoscenza?
La differenza tra le due categorie di individui è di una semplicità sbalorditiva: le persone che non riescono hanno paura di fare brutta figura e non rischiano mai! Le persone che non riescono godono della loro aurea mediocrità: niente paure, niente rischi, mai nessuna grande soddisfazione!
Invece, quelle che già hanno avuto successo e che continuano a mietere allori hanno una dote davvero invidiabile: sono ben decise ad avere quello che desiderano e per averlo rischiano molto.
Ognuno di noi può guardare con occhi critici alla propria vita e capire il motivo dei propri successi, completi o parziali: ogni volta che siamo riusciti ad ottenere qualcosa è perché abbiamo avuto molta determinazione e decisione, e quindi anche incoscienza dei rischi che correvamo! Non ci importava di fare brutta figura, anzi non ci pensavamo neanche, talmente grande era la nostra determinazione! Eravamo sicuri di farcela, sicuri di riuscire e pertanto il nostro comportamento era deciso e determinato per cui era impossibile non riuscire!
Dice un proverbio: chi non risica non rosica! E la saggezza di questo proverbio è davvero… proverbiale! Se non si esce spesso dalla “zona di comfort”, se si manca di spirito di iniziativa, dunque se non si ha l’attitudine al rischio, non si combina niente di buono nella vita!
Se hai paura di fare brutta figura, se hai paura di sbagliare, se hai paura di non farcela parti già col piede sbagliato: sei candidato al fallimento! Se vuoi veramente ottenere qualcosa devi rischiare ed essere deciso: non esistono altre scorciatoie!
Puoi seguire tutti i corsi di formazione di questo mondo, puoi anche consultare saggi ed enciclopedie tutti i giorni e trascorrere ore ed ore sui libri, insomma potresti anche avere una cultura mostruosa: ma se non metti in pratica quello che sai, se hai paura di metterti in gioco, se non ti lanci nella mischia non puoi riuscire nella vita!
Le doti per la tua riuscita personale sono dunque, innanzitutto, il gusto calcolato del rischio e una forte determinazione! Smetti di studiare, smetti di seguire corsi, lanciati nella vita e fregatene di tutto (da non prendere alla lettera ovviamente): soltanto rischiando e facendo esperienza puoi ottenere quello che desideri, ma mai subito! Quindi devi avere anche molta pazienza, ossia devi imparare a saper aspettare.
Chi tentenna è fregato in partenza: se non sei sicuro di quello che vuoi non cimentarti neanche perché farai sicuramente cilecca. Soltanto le persone decise e sicure di ciò che vogliono ottenere, sfondano qualunque resistenza!
E sì, perché di resistenze – rifiuti, difficoltà, boicottaggi, inimicizie, tradimenti, problemi di ogni genere – ne incontreremo a bizzeffe nel corso della vita, e se non fossimo abbastanza risoluti ci scoraggeremmo subito.
Se siamo mossi dal dubbio – Faccio bene o faccio male? Lo faccio o non lo faccio? Accetto o non accetto? – il risultato sarà al 99% deludente!
Dunque, bisogna prendere la mira (cioè la decisione) e sparare (ossia agire subito senza pensarci troppo). E se va male? Se fallisco? Se mi respinge? Se faccio una misera figura? Se divento ridicolo? Se rovino tutto? Questi “se” sono la nostra rovina: ci distruggono la vita, annientano le nostre potenzialità, ci riducono a eterni perdenti!
Pertanto, i pensieri disfattisti legati ai "se" non devono neanche comparire nella nostra mente, e questo è possibile se abbiamo la convinzione che comunque vada sarà un successo: infatti, ci ritroveremo in ogni caso una grandissima esperienza. E nella vita pratica, che è quella vera e più importante, conta effettivamente una sola cosa: l’esperienza!
In genere, un grandissimo desiderio ha un effetto positivo enorme sul nostro comportamento e sull’esito delle nostre imprese perché genera un entusiasmo travolgente e la capacità di creare rapport col proprio prossimo! La capacità di creare rapporto con gli altri, infatti, forse è ancora più importante del piacere del rischio, di una forte determinazione e della pazienza! In effetti, è tutto interconnesso: per creare rapport non bisogna avere un io ipertrofico, e per non aver un io ipertrofico e quindi essere flessibili, occorre possedere il senso dell’humour e sapersi accettare consapevolmente come essere umano, accettare le sconfitte e non avere paura di fare brutta figura. Ne deriva che soltanto quando non si ha paura di nulla e si ha molta iniziativa diventa facile raggiungere i propri obiettivi ed ottenere il successo.
La mancata realizzazione dei nostri desideri è alla base di tutti i nostri problemi perché scatena il rifiuto di sé, che a sua volta causa la maggior parte dei sintomi psicosomatici fino a malattie vere e proprie. Il fatto è che il più delle volte non si tratta di desideri forti, che come dicevo hanno già in sé la forza vincente dell’entusiasmo, ma spesso si tratta di semplici aspirazioni, del pseudo-desiderio di riuscire soltanto per il piacere di farcela, che però è sufficiente a scatenare le nostre frustrazioni quando le cose vanno male. E se consideriamo che la gratificazione, in ogni caso, non è mai immediata, ed anzi spesso tarda ad arrivare, ci rendiamo conto del perché ci sentiamo quasi sempre insoddisfatti e molto critici verso noi stessi. Ma questo atteggiamento è sbagliato, anzi assai pericoloso.
Il più bel regalo che possiamo fare a noi stessi è invece quello di accettarci sempre, comprendere che la vita stessa è difficile e sempre piena di difficoltà, ma gli ostacoli in realtà rappresentano una grande opportunità di crescita e non il nostro fallimento e, quindi, non dobbiamo rifiutarci mai, a prescindere da come vanno le nostre cose. Non dovremmo mai dimenticare questo proposito anche perché, il più delle volte, ciò che a noi sembra una perdita o un fallimento si rivelerà a distanza di tempo la nostra fortuna. È indispensabile accettarci per quello che siamo, altrimenti saremo sempre nervosi, scortesi e aggressivi verso le persone care e sempre critici ed esigenti verso noi stessi.
In fondo, il motivo per cui una persona è nervosa e sgarbata è sempre lo stesso: è scontenta di se stessa, per cui non si accetta, ma si autocritica e mette sotto accusa! Ma più non ci accettiamo e rifiutiamo, più peggioriamo la situazione perché se ci sentiamo una nullità, non potremo rendere al massimo delle nostre possibilità. Accettarsi significa anche sentirsi sicuri e in forma, quindi avere una buona autostima. Dunque per sentirci bene, a prescindere dai risultati che abbiamo ottenuto, dobbiamo accettarci sempre!
In conclusione, le doti per la riuscita personale sono il piacere del rischio e una forte determinazione e/o autodisciplina, abbinate alla capacità di creare rapport: ma in ogni caso è necessario accettarci sempre, anche quando non siamo soddisfatti di come vanno le cose, anche perché, come già più volte ripetuto, i risultati non arrivano mai subito, anzi sembra che non arrivino mai. Vale perciò ancora una volta la regola delle tre “A”: accettarsi, approvarsi, amarsi! Ovviamente, se ai fattori indicati abbiniamo anche la motivazione, la competenza, l’entusiasmo, la pazienza, la flessibilità di carattere - che è l’opposto della rigidità o inflessibilità - ed il senso etico della vita, diventeremo dei punti di riferimento per tutti e saremo ammirati ed amati da parenti, amici e conoscenti e dalle persone che contano. La cosa più bella è sentirsi soddisfatti e padroni della propria vita.
leggi su Pasquale Foglia













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