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Il sano egoismo

Febbraio 21, 2007

Purtroppo i metodi educativi della nostra società ci impongono regole, giudizi, sensi di colpa e di ineguatezza in particolare quando siamo felici, amiamo, godiamo, ridiamo, partiamo, desideriamo, ci lasciamo andare e ci portano a controllare noi stessi, le nostre pulsioni, i nostri desideri.

Ai bambini viene spesso detto: “stai fermo”, “rimani li seduto”, “non parlare a vanvera”, e fin da piccoli veniamo incanalati nella direzione del controllo, della resistenza e della rinuncia a seguire i propri istinti anche quando questi sono sani.

Ciò blocca il flusso vitale della nostra energia.

Pensare a se stessi viene ritenuto un atto di egoismo, niente di più sbagliato e deletereo.

La conseguenza di depressioni, ansia, attacchi di panico dovrebbe aiutare a rimettere questi schemi in discussione.

Dobbiamo innanzitutto ricordare che ogni individuo è un essere unico e dotato di talenti propri e personalità proprie.

Purtroppo l’educazione, la società, la moralità, le famiglie tendono a conformare l’essere umano con gli altri sopprimendone i talenti individuali.

Dovremmo iniziare a pensare di più a noi stessi preoccupandoci meno degli altri, questo non è egoismo, è ricerca della propria strada, evoluzione.

Egoismo è solo se danneggiamo realmente qualcuno, non se cerchiamo di amare di più noi stessi, seguire le nostre passioni, i nostri talenti, i nostri desideri, la via della nostra vita, indipendentemente da ciò che pensano gli altri.

Nessuno può conoscere quale sia realmente il nostro bene, né madri, né padri, né amici, né insegnanti, solo noi lo possiamo sapere e solo noi siamo in grado di sentire dentro noi stessi ciò che è giusto per noi e per la nostra vita ed i consigli degli altri possono solo disorientarci e crearci insicurezze e paure purtroppo dannose per la nostra evoluzione.

E’ importante invece lasciarsi andare al flusso vitale delle nostre pulsioni, sentire ciò che abbiamo dentro nel nostro profondo e seguirlo, amare di più noi stessi per potere poi anche essere più realizzati e più gradevoli a chi ci sta vicino.

La madre troppo apprensiva, il padre troppo severo, non aiutano i propri figli a crescere ma li caricano di ansie e di paure ed il loro corpo prima o poi potrebbe ribellarsi con depressioni, ansia, panico, disturbi alimentari alla ricerca di affetto o di buchi da riempire, o al contrario in rifiuto del cibo, del nutrimento, squilibri, problemi relazionali, sensi di colpa nel desiderare di fare qualcosa di diverso da ciò che viene loro chiesto e altre situazioni poco piacevoli.

Non per ultimo condizioni di vita ben lontane da essere delle libere scelte, coi danni psicologici che ne conseguono.

La sofferenza deriva dal fatto che cerchiamo di resistere alle nostre passioni e ai nostri desideri.

Non dobbiamo servire i nostri demoni, ma la nostra anima e ciò che essa chiede, poiché la nostra anima siamo sempre noi, essa vive in noi ed è parte di noi stessi.

Non dobbiamo resistere alle passioni, a controllarle, a giudicarle, a fermarle o a sentirci in colpa quando le esperimentiamo.

Il compito delle passioni è ricordarci chi siamo, che siamo vivi, che amiamo, che ci amiamo.

Adattarci al volere degli altri è il vero egoismo, verso noi stessi poiché ci opprimiamo e verso loro perché non li aiutiamo a crescere ed a comprendere.

Abbiamo l’esigenza di trovare il nostro sé e di dare un senso reale alla nostra esistenza.

Conformandoci al volere di altri è come sprecare questa nostra esistenza e le meravigliose opportunità di crescita che questa ci offre attraverso le esperienze che ci aiutano a crescere, inteso anche per le persone adulte.

Le persone che vivono le proprie passioni e che si inoltrano nella ricerca del proprio essere unico, si riconoscono come individui.

Vengono ritenute erroneamente egoiste perché difendono il loro spazio vitale, i loro talenti.

Sono invece le persone che le forze primordiali desiderano incontrare.

Le persone dominanti in genere all’interno di una famiglia, che tendono a controllare gli altri e uniformarli alle loro idee in nome di una morale o di qualche regola ferrea comportamentale, innanzitutto controllano per primi loro stessi, non sono persone forti come si pensa comunemente ma al contrario sono persone fragilissime che sentono sempre l’esigenza di controllare se stessi, le situazioni e le persone vicine e opprimerle, pensando purtroppo di fare il loro bene e di proteggerle, ma non è affatto cosi, in realtà le danneggiano, come molto probabilmente è stato fatto a loro volta da bambini.

E’ importante non lasciarsi condizionare dai voleri altrui dai desideri che gli altri riservano per noi, ma seguire i nostri reali desideri, incamminarci sulla propria strada, seguire le proprie scelte, senza sopprimerle, ascoltare il proprio mondo interiore, ciò che ci dice la nostra anima, e lo può dire solo a noi, questo è il sano egoismo.

 

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