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GUADAGNARE SALUTE

Febbraio 21, 2007

Quasi contemporaneamente alle note dell’osservatorio nazionale della salute italiana,è stato elaborato dal Ministero della Salute il programma operativo per rendere facili le scelte salutari.Il lavoro parte da lontano trovando le sue radici nel Piano Nazionale di Prevenzione del marzo 2005 e nella collaborazione con l’OMS per la definizione di strategie di contrasto delle malattie croniche approvate in sede europea prima a Copenaghen e poi ad Instabul nel corso del 2006.D’altraparte va ricordato che in tutti i piani sanitari nazionali e nei successivi piani sanitari regionali ed atti aziendali delle singole ASL,sono presenti da molti anni,linee guida specifiche per il contrasto delle principali malattie croniche(obesità,diabete,ipertensione) e delle principali patologie da dipendenze(tabagismo,alcolismo,ecc..).
Il nuovo piano operativo individua quattro principali fattori di rischio:
fumo,alcool,scorretta alimentazione,inattività fisica,nei quali è possibile identificare con certezza i principali determinanti delle malattie croniche più frequenti nel nostro paese.
All’interno del piano dovranno coordinarsi le iniziative già avviate nelle singole regioni come il contrasto al fumo di sigaretta,all’abuso di alcool,le strategie per il miglioramento dell’alimentazione e per l’incremento dell’attività fisica.
Particolare attenzione dovrà essere messa nel tener conto della diseguaglianza sociale nella salute,favorendo l’accesso ai servizi ed alla formazione di tutti i gruppi sociali ed in particolar modo di quelli più a rischio .
Il programma dovrà articolarsi in tre livelli contemporanei:-piani di comunicazioni specifici per ogni intervento-campagna informativa per i cittadini-piano specifico in collaborazione con il mondo della scuola.

In pratica siamo all’ennesima attività programmatica,fatta molto bene in linea di principio e stilata da personale esperto e competente.Purtroppo spesso dal programma all’attuazione molti intenti vengono smarriti,gli enunciati ed i proclami rimangono sulla carta,la progettualità si disperde in molteplici frammenti diventando,in periferia, sempre più inconsistente.Non vorrei essere estremamente pessimista,ma l’esperienze precedenti m’insegnano ad essere abbastanza diffidente nei confronti di piani calati dall’alto senza tener conto delle singole realtà territoriali e mi auguro che non ci sia un’ulteriore dispersione di risorse economiche senza la produzione di alcun risultato.

 

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